Artisti

Tocca a noi prenderti per mano.
Noi artisti-creativi arriviamo da lontano e ti faremo girovagare per il globo.
Resta pure comodo dove stai.
Scoprirai che sono le nostre immagini, piombate da tutto il mondo, a trasportarti in un viaggio fantastico, unico e irripetibile.
Un avvertimento per l’uso: quando queste visioni ti usciranno dagli occhi, diventeranno insopportabili, non buttarci nel cestino, poggiale in un cassetto, in attesa di tempi migliori.
Non scordare: forse anche il mondo è poco chiaro.
Ricominciamo da capo, dall’arte.
Un lungo, dolce sospiro e tanto silenzio.

Quinto Martini: l’essenzialità e la semplicità della materia

Quinto Martini (1908 ‒ 1990) nasce a Seano in Toscana in una famiglia di contadini. Fin da ragazzo, nelle pause dal lavoro nei campi, inizia a «sporcare con carbone e colori i muri della casa e le pareti della camera, modellando figurine, cavalli e intere battaglie» e a lavorare la creta, dando espressione alla sua vocazione artistica in maniera spontanea e da autodidatta.

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Wael Shawky crea un dialogo ideale fra spazi e tempi differenti

Tra gli appuntamenti da non perdere nei prossimi mesi a Venezia spicca la mostra personale – un’anteprima museale internazionale – dell’artista egiziano Wael Shawky .أنا تراتیل المعابد الجدیدة -Alessandria d’Egitto, 1971) intitolata “I Am Hymns of the New Temples” a Palazzo Grimani dal 17 aprile al 30 giugno 2024.

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Pittura come forma di redenzione: la prima personale di Marcello D’Agata

Non vi è un’età entro il quale redimersi, non vi è un’età entro la quale iniziare a dipingere. Se i due aspetti della vita appaiono a una prima occhiata distanti, sarà utile rilevare come il redimersi, che pare atto spirituale profondissimo, celi una pratica quotidiana indispensabile alla cura dell’anima; in modo uguale e contrario, anche il dipingere, che si manifesta essenzialmente come esercizio tecnico, necessita di un investimento personale che non può prescindere da un’attenta analisi di sé.

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Julia Nesis: the breath of antiquity in the contemporary world

Artist, graphic designer, and sculptor, Julia Nesis was born in Novorossiysk (Russia) in 1984, but today lives and works in the United Kingdom. She has studied in Moscow at the State University of Arts and Industry “SG Stroganov” (2004), then at the “Detali” School of Design (2010). Since 2016 she has been a member of the Moscow Union of Artists (MUA). She has participated in numerous group exhibitions and held meaningful solo exhibitions, including the one at the “Promgrafika” Gallery in Moscow (2015) and “Etika Pomyati” (The Ethics of Memory, 2018) at the theater of the Moscow School of Dramatic Art.

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Lorenzo Ludi dimostra che l’arte non conosce ostacoli

Se è vero che spesso la vita annacqua l’opera dell’artista, deviandone senso e intenzioni, forzando sensi e interpretazioni, è altrettanto importante sottolineare che a volte è proprio questa vita a rendere possibile un’arte che, probabilmente, senza di essa non avrebbe trovato la strada per manifestarsi

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La Chola Poblete, tra le conseguenze del colonialismo e il barocco andino

Dal 13 settembre al 20 ottobre il MUDEC di Milano presenta Guaymallén, personale dell’artista argentina La Chola Poblete, vincitrice nel 2023 del prestigioso premio internazionale “Artist of the Year” che la Banca dedica all’arte contemporanea, e di recente premiata con una menzione speciale per il suo contributo alla 60a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

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L’Ithra Museum di Dharan presenta Tanween 2024, conferenza dedicata al design contemporaneo

Il King Abdulaziz Center for World Culture (Ithra) annuncia la conferenza annuale di design più influente del Medio Oriente, Tanween, che si terrà dal 31 ottobre al 6 novembre. Giunta alla sua settima edizione, Tanween 2024 si terrà all’Ithra Theater con il tema “Fail Forward”. Un invito a celebrare gli insuccessi nel processo di progettazione che, se abbracciati, consentono ai creativi di raggiungere innovazioni che spingono i confini del design.

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L’eredità del coreano Nam June Paik sulle generazioni contemporanee.

In occasione del 140° anniversario dell’Accordo diplomatico tra Corea e Italia, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, in partnership con il Nam June Paik Art Center (Corea) e con il supporto della Korea Foundation, presenta il progetto espositivo Rabbit Inhabits the Moon, a cura di Davide Quadrio, direttore del Museo, e Joanne Kim, critica e curatrice coreana, con Anna Musini e Francesca Filisetti.

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Petrit Halilaj, Abetare (2024), Metropolitan Museum of Art, New York. Photo by Adam Schrader

Dai banchi di scuola al tetto del Met di New York: le mille storie di Petrit Halilaj

Petrit Halilaj, artista kosovaro nato nell’ex Jugoslavia, è l’autore di una grande installazione nel giardino pensile del Metropolitan Museum of Art di New York, ispirata alla sua infanzia nei Balcani. L’installazione, intitolata Abetare (2024), prende in prestito il nome dal libro che Halilaj e i suoi coetanei usavano per imparare l’alfabeto a scuola. L’opera, la prima importante negli Stati Uniti, è stata concepita dall’artista in collaborazione con la curatrice Iria Candela.

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Il CAMeC di La Spezia svela sua nuova Accessibility Room

Martedì 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, riaperto il 5 ottobre 2024 con una veste rinnovata, aderisce all’iniziativa e al tema che del 2024: Amplificare la leadership delle persone con disabilità per un futuro inclusivo e sostenibile.

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Una mano votiva emerge dal sedimento durante uno scavo archeologico a Thonis-Heracleion. Fine del V secolo a.C.-inizi del IV secolo a.C., probabilmente proveniente da Cipro. Photo by Christoph Gerigk, ©Franck Goddio/Hilti Foundation

Thonis-Heracleion, la città egizia riemerge dal Mediterraneo e riscrive la storia

Quando il semidio Ercole arrivò per la prima volta nel Nord Africa, fu eretto un tempio colossale in commemorazione del suo ingresso nell’antica città portuale egiziana di Thonis-Heracleion. La metropoli fu anche il luogo in cui Elena di Troia trovò rifugio per la prima volta quando fuggì dalla Grecia con Paride, dando il via alla serie di eventi che avrebbero scatenato la guerra di Troia. In seguito la leggendaria città, situata nel Delta del Nilo, fu però colpita da una serie di disastri naturali e il Mar Mediterraneo, gradualmente, l’ha inghiottita. Le sue rovine si trovano oggi sommerse nella baia di Abukir, a 2,5 km dalla costa. Ma finalmente, lentamente, stanno riemergendo.

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La fotografa moldava Giulia Soul e l’esplorazione del mondo femminile

Giulia Soul è una giovane fotografa di origine moldava (è nata a Hincesti nel 1990) che esplora il mondo femminile partendo dalla propria esperienza personale per tessere un racconto che diviene universale e in cui possono riconoscersi tutte le donne. L’artista racconta dei primi anni della propria vita nel piccolo villaggio dove le persone erano unite dal senso di appartenenza alla terra da cui trarre nutrimento, e i bambini erano figli di tutta la comunità.

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Samantha Lina, Sottile, 2016

La danza nel giardino di Samantha Lina va in scena a Milano

Pittura, scultura, collage, video, disegno, installazione le forme espressive che compongono la poliedrica produzione di Samantha Lina, che dal 25 ottobre al 7 novembre è in mostra al Palazzo delle Stelline di Milano. Intitolata La danza nel giardino, l’esposizione si compone di una selezione di opere recenti e storiche particolarmente rappresentative dell’intero suo percorso artistico.

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L’artista filippina Pacita Abad per la prima volta al MoMA

Il 4 aprile al MoMA PS1 inaugureranno la prima retrospettiva su Pacita Abad dedicata ai suoi 32 anni di carriera, la prima grande presentazione in un museo di Melissa Cody. Il 15 aprile, inoltre, sarà presentatoa un’installazione di Yto Barrada e sarà proiettato l’opera di Maria Josè Galindo Tierra, proposta al pubblico per la prima volta dopo la sua acquisizione nelle collezioni del MoMA. Ecco le anticipazioni nelle parole del museo. Ma partiamo dalla filippina Pacita Abad in mostra fino al 2 settembre.

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TAI, Tuscan Art Industry, l’evento che unisce arte contemporanea e archeologia industriale

Arte contemporanea e archeologia industriale si incontrano in TAI, Tuscan Art Industry, progetto interdisciplinare che osserva le forme di vita e d’espressione che emergono in spazi dove la presenza umana è limitata, diminuita o scomparsa nel tempo. Un’iniziativa che riesce dunque a tenere insieme campi di ricerca differenti, da quelli umanistici fino alla biologia e alle scienze ambientali.

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Arte a casa tua
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