Artisti

Tocca a noi prenderti per mano.
Noi artisti-creativi arriviamo da lontano e ti faremo girovagare per il globo.
Resta pure comodo dove stai.
Scoprirai che sono le nostre immagini, piombate da tutto il mondo, a trasportarti in un viaggio fantastico, unico e irripetibile.
Un avvertimento per l’uso: quando queste visioni ti usciranno dagli occhi, diventeranno insopportabili, non buttarci nel cestino, poggiale in un cassetto, in attesa di tempi migliori.
Non scordare: forse anche il mondo è poco chiaro.
Ricominciamo da capo, dall’arte.
Un lungo, dolce sospiro e tanto silenzio.

Laura Lodigiani: dare un ordine alla differenza

Laura Lodigiani, nata a Milano, diplomata in scenografi all’ Accademia di Brera, risiede e lavora a Firenze. Ha lavorato in teatro per enti pubblici e compagnie private, molte le mostre e i premi, le sue opere sono in tutto il mondo in collezioni pubbliche e private, anche giornalismo e scrittura sono parte delle sue attività.

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Il CAMeC di La Spezia svela sua nuova Accessibility Room

Martedì 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, riaperto il 5 ottobre 2024 con una veste rinnovata, aderisce all’iniziativa e al tema che del 2024: Amplificare la leadership delle persone con disabilità per un futuro inclusivo e sostenibile.

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Una mano votiva emerge dal sedimento durante uno scavo archeologico a Thonis-Heracleion. Fine del V secolo a.C.-inizi del IV secolo a.C., probabilmente proveniente da Cipro. Photo by Christoph Gerigk, ©Franck Goddio/Hilti Foundation

Thonis-Heracleion, la città egizia riemerge dal Mediterraneo e riscrive la storia

Quando il semidio Ercole arrivò per la prima volta nel Nord Africa, fu eretto un tempio colossale in commemorazione del suo ingresso nell’antica città portuale egiziana di Thonis-Heracleion. La metropoli fu anche il luogo in cui Elena di Troia trovò rifugio per la prima volta quando fuggì dalla Grecia con Paride, dando il via alla serie di eventi che avrebbero scatenato la guerra di Troia. In seguito la leggendaria città, situata nel Delta del Nilo, fu però colpita da una serie di disastri naturali e il Mar Mediterraneo, gradualmente, l’ha inghiottita. Le sue rovine si trovano oggi sommerse nella baia di Abukir, a 2,5 km dalla costa. Ma finalmente, lentamente, stanno riemergendo.

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TAI, Tuscan Art Industry, l’evento che unisce arte contemporanea e archeologia industriale

Arte contemporanea e archeologia industriale si incontrano in TAI, Tuscan Art Industry, progetto interdisciplinare che osserva le forme di vita e d’espressione che emergono in spazi dove la presenza umana è limitata, diminuita o scomparsa nel tempo. Un’iniziativa che riesce dunque a tenere insieme campi di ricerca differenti, da quelli umanistici fino alla biologia e alle scienze ambientali.

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Colore e coraggio. Ci lascia Daniele Marcon, l’artista che dipingeva con gli occhi

Colore e coraggio. Il mondo dell’arte piange la scomparsa di Daniele Marcon a soli 58 anni. L’artista, affetto da Sla, che gradualmente ne ha compromesso le abilità manuali ma che non ha mai intaccato la creatività e la forza di volontà nel proseguire nel suo lavoro artistico, è morto nelle scorse ore, nella sua abitazione di Marostica, circondato dall’affetto della moglie Sonia e dalla figlia Sofia. Dal 2008 combatteva con la malattia neurodegenerativa ma senza perdere mai la voglia di dipingere ed esprimere così la sua arte.

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Wael Shawky crea un dialogo ideale fra spazi e tempi differenti

Tra gli appuntamenti da non perdere nei prossimi mesi a Venezia spicca la mostra personale – un’anteprima museale internazionale – dell’artista egiziano Wael Shawky .أنا تراتیل المعابد الجدیدة -Alessandria d’Egitto, 1971) intitolata “I Am Hymns of the New Temples” a Palazzo Grimani dal 17 aprile al 30 giugno 2024.

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Wanda ZALEWSKA-MACEDOŃSKA (1929-2013), Bez tytułu, 1989

Wanda Macedonska, l’artista dalla reminiscenze classiche e dai colori lisergici

Cosa c’è di più affascinante di una donna sensuale che si staglia su uno sfondo dalle trame fantastiche? Se lo chiede il critico d’arte Andrzej Oseka parlando dell’opera della pittrice polacca Wanda Macedonska. Un mondo dove la realtà scivola in reame favolistico. Qui ogni elemento si fa simbolico, allusivo, concorre a creare una dimensione onirico dove le regole di ogni giorno vengono meno.

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Lorenzo Ludi dimostra che l’arte non conosce ostacoli

Se è vero che spesso la vita annacqua l’opera dell’artista, deviandone senso e intenzioni, forzando sensi e interpretazioni, è altrettanto importante sottolineare che a volte è proprio questa vita a rendere possibile un’arte che, probabilmente, senza di essa non avrebbe trovato la strada per manifestarsi

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Gli Amanti di Francis Newton Souza sono da record

Il 20 marzo 2024, la South Asian Modern + Contemporary di Christie’s ha totalizzato 19.721.120 dollari con il 100% di venduto. E ha portato in dote un altro grande record alla Asian Art Week di New York: quello di Francis Newton Souza. Manca ancora la seconda parte dell’asta di arte cinese, e la scia di alcune vendite online, ma l’Asian Art Week ha già regalato più di una soddisfazione a Christie’s. A partire dalla serie completa di Trentasei vedute del Monte Fuji di Katsushika Hokusai, che ha realizzato 3.559.000 dollari, stabilendo un nuovo record mondiale per l’artista in asta e superando il vecchio record stabilito da Christie’s lo scorso anno con una Grande Onda a 2,8 milioni.

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Quinto Martini: l’essenzialità e la semplicità della materia

Quinto Martini (1908 ‒ 1990) nasce a Seano in Toscana in una famiglia di contadini. Fin da ragazzo, nelle pause dal lavoro nei campi, inizia a «sporcare con carbone e colori i muri della casa e le pareti della camera, modellando figurine, cavalli e intere battaglie» e a lavorare la creta, dando espressione alla sua vocazione artistica in maniera spontanea e da autodidatta.

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L’eredità del coreano Nam June Paik sulle generazioni contemporanee.

In occasione del 140° anniversario dell’Accordo diplomatico tra Corea e Italia, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, in partnership con il Nam June Paik Art Center (Corea) e con il supporto della Korea Foundation, presenta il progetto espositivo Rabbit Inhabits the Moon, a cura di Davide Quadrio, direttore del Museo, e Joanne Kim, critica e curatrice coreana, con Anna Musini e Francesca Filisetti.

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Ecco la 8° Biennale di Viterbo e i primo e cruciale incontro “Brasile Italia Arte Contemporanea”

Arte, bellezza, inclusione, pari opportunità, politiche giovanili, sostenibilità, ambiente: questi ed altri i temi cardini su cui si focalizza la 8a edizione della Biennale di Viterbo Arte Contemporanea, che accoglie anche il 1° Incontro Internazionale Brasile-Italia, per rispondere agli obiettivi del New European Bauhaus di cui A.P.A.I. Associazione per la Promozione delle Arti in Italia e Biennale di Viterbo, fondate e curate da Laura Lucibello, sono Partner ufficiali dal febbraio 2024;

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La Chola Poblete, tra le conseguenze del colonialismo e il barocco andino

Dal 13 settembre al 20 ottobre il MUDEC di Milano presenta Guaymallén, personale dell’artista argentina La Chola Poblete, vincitrice nel 2023 del prestigioso premio internazionale “Artist of the Year” che la Banca dedica all’arte contemporanea, e di recente premiata con una menzione speciale per il suo contributo alla 60a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

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Julia Nesis: the breath of antiquity in the contemporary world

Artist, graphic designer, and sculptor, Julia Nesis was born in Novorossiysk (Russia) in 1984, but today lives and works in the United Kingdom. She has studied in Moscow at the State University of Arts and Industry “SG Stroganov” (2004), then at the “Detali” School of Design (2010). Since 2016 she has been a member of the Moscow Union of Artists (MUA). She has participated in numerous group exhibitions and held meaningful solo exhibitions, including the one at the “Promgrafika” Gallery in Moscow (2015) and “Etika Pomyati” (The Ethics of Memory, 2018) at the theater of the Moscow School of Dramatic Art.

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Petrit Halilaj, Abetare (2024), Metropolitan Museum of Art, New York. Photo by Adam Schrader

Dai banchi di scuola al tetto del Met di New York: le mille storie di Petrit Halilaj

Petrit Halilaj, artista kosovaro nato nell’ex Jugoslavia, è l’autore di una grande installazione nel giardino pensile del Metropolitan Museum of Art di New York, ispirata alla sua infanzia nei Balcani. L’installazione, intitolata Abetare (2024), prende in prestito il nome dal libro che Halilaj e i suoi coetanei usavano per imparare l’alfabeto a scuola. L’opera, la prima importante negli Stati Uniti, è stata concepita dall’artista in collaborazione con la curatrice Iria Candela.

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Installation view of “Ibrahim Mahama: Purple Hibiscus” at Barbican Lakeside until August 18, 2024. Photo: © Dion Barrett, courtesy of Barbican Centre.

I tessuti di Ibrahim Mahama portano frammenti di Ghana a Londra

Il Barbican, edificio emblema del brutalismo londinese degli anni ’50,  è stato recentemente oggetto di una trasformazione audace, grazie all’intervento visionario dell’artista ghanese Ibrahim Mahama. L’aspra facciata in cemento, un tempo evocativa di un’imponente fortezza, ora si presenta avvolta da un tessuto vivace dai toni rosa e viola, tessuto a mano dagli abili artigiani della città di Tamale, in Ghana.

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L’artista filippina Pacita Abad per la prima volta al MoMA

Il 4 aprile al MoMA PS1 inaugureranno la prima retrospettiva su Pacita Abad dedicata ai suoi 32 anni di carriera, la prima grande presentazione in un museo di Melissa Cody. Il 15 aprile, inoltre, sarà presentatoa un’installazione di Yto Barrada e sarà proiettato l’opera di Maria Josè Galindo Tierra, proposta al pubblico per la prima volta dopo la sua acquisizione nelle collezioni del MoMA. Ecco le anticipazioni nelle parole del museo. Ma partiamo dalla filippina Pacita Abad in mostra fino al 2 settembre.

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Pittura come forma di redenzione: la prima personale di Marcello D’Agata

Non vi è un’età entro il quale redimersi, non vi è un’età entro la quale iniziare a dipingere. Se i due aspetti della vita appaiono a una prima occhiata distanti, sarà utile rilevare come il redimersi, che pare atto spirituale profondissimo, celi una pratica quotidiana indispensabile alla cura dell’anima; in modo uguale e contrario, anche il dipingere, che si manifesta essenzialmente come esercizio tecnico, necessita di un investimento personale che non può prescindere da un’attenta analisi di sé.

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